5 Maggio 2018 - 20:13
In biblioteca i numeri di "Lettera matematica pristem"

Da oggi nella biblioteca del liceo Galilei di Caravaggio è possibile consultare la rivista "Lettera matematica pristem", un trimestrale curato dall'università Bocconi che si pone l'obiettivo di parlare di matematica e del mondo che le ruota intorno, coinvolgendo anche altre culture e altre comunità scientifiche. La rivista è diretta da Renato Betti (Politecnico di Milano), Angelo Guerraggio (università dell'Insubria e università Bocconi di Milano) e Settimo Termini (università di Palermo).

La biblioteca si è abbonata alla rivista e attualmente è disponibile il numero 104, uscito nel mese di marzo.

Lettera matematica pristem n. 104
La copertina del numero 104 di "Lettera matematica pristem"

Questo è il sommario del numero:

Pagina 3 - Editoriale

Discutiamone

pagina 4 - Simon Singh a Venezia. La comunicazione della Matematica in Europa (quarta Puntata)
di Andrea Capozzucca

pagina 17 - Un ricordo a più voci di Vinicio Villani
di Giuseppe Accascina e Maurizio Berni

Interventi

pagina 21 - La scienza dei dati e l'arte di costruire modelli
di Hykel Hosni e Angelo Vulpiani

Fra storia e memoria

pagina 30 - Dossier 1938-2018: a 80 anni dalle leggi razziali
di Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi

  • Premessa: era l'estate 1938... quella delle leggi antiebraiche
  • Una vergogna italiana, di Luca Alberini
  • Focus 1. Un'amicizia beyond the life: Guido Fubini e Tullio Levi-Civita
  • Focus 2. Le signorine Castelnuovo
  • Focus 3. Enrica Clalabresi: una naturalista fra nazifascisti e razzisti
  • Focus 4. Il caso di Enrico Volterra: la difficile scelta del luogo di esilio
  • No razza, si cittadinanza (a cura di Manuela Monti e Carlo Alberto Redi), recensione di Luca Alberini

pagina 47 - Una protagonista della Matematica del XVIII secolo: Maria Gaetana Agnesi
di Renato Betti e Jacopo De Tullio

Scuola e dintorni

pagina 57 - No all'asino che trotta: un buon problema matematico deve avere una soluzione che non viene fuori da sola... eccone cinque esempi
di Jean-Paul Delahaye